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Sostenibilità: una nuova tappa

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Sostenibilità: una nuova tappa

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/so·ste·ni·bi·li·tà/

Avete presente Star Wars (quello vecchio…il più bello)? Il primo film è iniziato dal IV episodio, non dal primo.

Ecco, qualche mese fa, mi sono sentita così, di essere partita dal IV episodio e non all’inizio della storia.

Tutto è scattato da un libro, un titolo che ho trovato come fonte di un altro che stavo leggendo, quindi un salto che rientra tra quelle cose che accadano perché devono accadere!

La sostenibilità è stata per me, fin da quando ho cominciato ad informarmi, una chiave fondamentale della mia vita. ma forse dobbiamo partire dal principio: cosa significa sostenibile?

Scomodando la Treccani, sostenibile indica “che può essere sostenuto” e che può essere mantenuto o continuato nel tempo.

La sostenibilità è stata per me qualcosa che rispondeva alla frase “ciò che è giusto fare per noi, per il luogo che ci ospita”, una specie di “fede” verso la protezione dell’ambiente.

In tutti questi anni mi sono approcciata studiando e informandomi su cosa potevamo fare in quella direzione senza mai chiedermi, però, dove e quando tutto ciò ha avuto inizio.

La risposta è arrivata appunto qualche mese fa con un libro che mi ha dato un vera chiave di svolta che mi ha fatto pensare: “come ho potuto ignorare questa pubblicazione?”.

Il libro si chiama “I limiti alla crescita” (Meadow, Meadows, Randers) ed è arrivato da un altro libro Quando il mondo smette di comprare” (MacKinnon). Da questi due titoli è partito un filone entusiasmante e ho cominciato a vedere tutto sotto un altro punto di vista.

Una lunga introduzione per dire cosa? Che quando ho deciso di aprire a Udine uno spazio condiviso chiamato The Conscious Lab, ero fortemente convinta che ne avevamo bisogno ed era il momento giusto per un luogo di questo tipo. Durante il primo anno di apertura mi sono ancora più fortemente convinta che ero sulla strada giusta.

In questi lunghi anni di lavoro dove, per mia fortuna, ho sempre seguito il mio instinto e la mia evoluzione interiore, ho acquisito molte competenze trasversali, tanto che – e questo è proprio un paradosso – quando mi chiedono “Eva cosa fai precisamente di lavoro?”, mi sento in imbarazzo perché nei miei lavori di fatto non c’è una specifica esigenza come “sviluppo siti web” e basta ma è un ecosistema vasto nel quale il sito web varca i confini con un’analisi accurata per ottenere “un signor sito web”, con le finalità intrinseche richieste da chi me lo ha commissionato.

Quindi mi sono chiesta: come voglio far evolvere la mia professione? Che contributo significativo volevo dare in coerenza con tutti i miei valori? Cosa è veramente importante per me e sono convinta che sia giusto fare?

La mia nuova tappa parte proprio dalle risposte a queste domande e che ruotano attorno a un salto che voglio fare:

da

“marketing/visibilità” (mamma mia che vecchia cosa questa cosa!)

a

“trasformazione sostenibile (ambientale e sociale) attraverso modelli, persone ed esperienze” (finalmente qualcosa di fresco!)

In pratica che vuol dire?

Significa rendere la sostenibilità attuabile: costruisco allineamento interno, progetto esperienze che attivano il cambiamento e accompagno l’azienda in scelte di business più coerenti e circolari.

Si riparte quindi da un nuovo posizionamento e, nei prossimi mesi, da un nuovo sito internet.

Vi aspetto di persona in The Conscious Lab per fare due chiacchiere.

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