“E’ casa tua, decidi tu”. Sì, ma rispettando le regole!

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Il nuovo spot del Governo sulle semplificazioni dei lavori edilizi fa discutere le associazioni dei professionisti. Come dargli torto in effetti. Se da un lato si plaude finalmente a una semplificazione delle procedure su determinati lavori edilizi, da un lato fa un po' pensare che il sistema non sia in grado di reggere agli aggiornamenti e agevolare i furbetti.

 

Grazie infatti alle nuove norme introdotte dallo "Sblocca Italia" ristrutturare l'appartamento, dividere un alloggio grande in due più piccoli o unire alloggi contigui, sia sullo stesso piano che su piani differenti  per realizzarne uno più grande, è a detta loro semplice e veloce: se non si modifica la volumetria complessiva e non si interviene sulla struttura della casa non c'è più bisogno del permesso di costruzione, basta una semplice comunicazione di inizio lavori al Comune. Al termine dei lavori è sufficiente inviare la comunicazione di fine lavori al Comune, senza effettuare la procedura di accatastamento: sarà l'amministrazione ad effettuarla.

Riuscirà l'amministrazione a star dietro a tutte queste procedure una volta effettuate da un professionista privato? Gli auguro di sì, per sperare che finalmente l'iter si possa effettivamente semplificare e rendere la vita facile per i cittadini. Dall'altro lato però vorrei vedere gli italiani non approfittarsi sempre delle procedure veloci per aggirare le normative e non infilarci dentro altri "lavoretti". Ricordo che siamo arrivati a una burocratizzazione selvaggia dell'edilizia soprattutto per inchiodare i "furbetti del quartierino", cosa che di fatto però non è servita granché ma ha messo solo i bastoni fra le ruote a chi invece le cose le fa giustamente in regola.

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