Certificazioni energetiche o APE: un’occasione mancata

ape

Da quando è entrato in vigore l'onere di dotare di certificato energetico (o più giustamente APE, attestato di prestazione energetica) l'immobile che si intende vendere o affittare, è iniziata la guerra (per i professionisti) dei prezzi. Al ribasso intendiamoci.

 

Basta un giro di parole tra amici e subito troveremo un professionista interessato a venderci una bella certificazione energetica a 50/80 €. Possiamo capire che siamo in un momento difficile per l'economia e senz'altro il settore delle costruzioni e del "mattone" è quello che ha risentito di più l'effetto della crisi, ma fornire una prestazione professionale a poco prezzo non risolve i problemi, anzi crea un circolo vizioso e trasforma quel pezzo di carta in qualcosa di poco valore.

Partiamo dal principio. L'obiettivo che il legislatore ha voluto dare al certificato energetico era quello di fornire al proprietario dell'immobile una sorta di "carta d'identità energetica" di quello che possiede, fornendo le indicazioni necessarie per capire la qualità della costruzione dal punto di vista energetico appunto. Una qualità che può "vendere" ad un probabile acquirente.

Come si fa un Attestato di Prestazione Energetica di un edificio esistente

Realizzare un APE comporta una serie di attività che il professionista ha l'onere di fare:

  • Eseguire dal principio un sopralluogo dell'immobile
  • Rilevare dal punto di vista planimetrico e altimetrico l'edificio
  • Stabilire o quantomeno recuperare le informazioni riguardanti i materiali adottati per costruirlo (muri, finestre, pavimenti, porte ecc…), anche recuperando la pratica presso il Comune di competenza
  • Recuperare le informazioni sull'impianto termico esistente, anche eventuali pannelli solari e fotovoltaici
  • Abitudini degli occupanti

Una volta ottenute queste informazioni, il professionista elabora questi dati inserendole in un apposito programma licenziato (ovviamente questa procedura è manuale, non automatica) e infine ottenere il certificato energetico.

Sottolineiamo che il certificato energetico è una carta ufficiale, con valore legale e il professionista è responsabile civilmente e penalmente di ciò che ha scritto.

Pensate che tutto questo lavoro possa essere pagato 50/80 €? Noi crediamo di no: perché possiamo capire che una persona possa fare di tutto per campare, ma esiste una dignità del lavoro e della prestazione fornita. Possibile che questi certificati siano allora solo una mera compilazione di carte? Possibile.

Quanto potrebbe valere? Dipende ovviamente dalle dimensioni dell'immobile e dalle informazioni in possesso, per cui si parte da un minimo di 300/400 € (più IVA).

Per cui stiamo attenti a quello che ci viene offerto.

Altra questione spigolosa è il certificato esistente nel caso dei condomini con riscaldamento centralizzato. In questo caso se l'impianto non è dotato di contabilizzazione del calore è necessario realizzare un unico certificato energetico per l'intero stabile ed estrapolare – in base alle quote millesimali di riscaldamento – il certificato per il singolo immobile. Ma chi si prende l'onere di fare un certificato per l'intero stabile? Basandosi sul buon senso, l'assemblea condominiale dovrebbe decidere di fare questo certificato per permettere ad ogni proprietario che vuole vendere, di appoggiarsi.

Occhio all'…APE!

 

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